Persistenza Covid-19 su superfici

La quotidianità è cambiata anche nei piccoli gesti. La mattina ci vestiamo, indossiamo la mascherina o un  DPI, prendiamo l’ascensore, controlliamo lo smartphone per leggere un whatsapp mattutino, saliamo in macchina, andiamo in ufficio e prima di iniziare a lavorare ci igienizziamo le mani, anche un paio di volte. Azioni quotidiane che cerchiamo di fare in sicurezza. Peccato che abbiamo commesso un errore. Non abbiamo pensato alla persistenza Covid-19 sulle superfici.


La ripetizione quotidiana di gesti ci fa inciampare e perdere la protezione. Un gesto semplice come quello di premere il tasto dell’ascensore, seguito dal controllare il telefonino può essere un errore per la natura del Covid-19 di persistere sulle superfici.


Bocca e naso protetti dalle mascherine, mani pulite con gel igienizzanti e ai nostri telefonini non pensiamo mai.


Persistenza virus sulla superficie di uno smartphone: cosa dicono gli studi 


Sempre più ci si interroga se ci si può contagiare attraverso il contatto con una superficie contaminata come uno smartphone.  Vediamo cosa dice la scienza sulla persistenza del Covid-19 sulle superfici.


Precisiamo che gli studi che analizzano la persistenza del Covid-19 sulle superfici sono diversi e ancora c’è molto da scoprire sull’argomento.

In generale, un virus si può trasferire facilmente su una superficie come il touchscreen dei telefoni cellulari o i bancomat una volta che avviene il contatto tra l’oggetto e la persona infetta.


Quanto resistono le particelle virali infettanti sulle superfici? Per quanto riguarda nello specifico la resistenza del Covid-19 sulle superfici, una ricerca da poco pubblicata su Virology Journal, ha mostrato come la permanenza possa arrivare fino a 28 giorni. Le superfici in cui il virus rimane più a lungo sono quelle lisce.


Persistenza Covid-19 sulle superfici: le ultime ricerche

Uno studio appena apparso sulla rivista scientifica The Lancet  ha scoperto che i tempi di permanenza del Covid-19  sono differenti a seconda della composizione della superficie. Sul vetro non vi erano più tracce di particelle virali infettanti dopo 4 giorni, mentre sull’acciaio inossidabile e sulla plastica sparivano dopo 7 giorni. I ricercatori hanno anche scoperto che un livello rilevabile di virus infettivo era presente sullo strato esterno di una mascherina chirurgica anche dopo 7 giorni dal contagio.



Sars Covid-19 cosa fare per proteggersi al meglio

La nostra routine quotidiana ha subito dei cambiamenti. Anche nei più piccoli gesti. Non è facile ricordare tutto quello che dovremmo fare per proteggere noi e nostri cari dal virus Covid-19. Dobbiamo però ricordare di eseguire questi piccoli gesti quotidiani, perché non abbiamo alternativa per proteggerci. Indossare la mascherina chirurgica o un DPI, lavare e igienizzare le mani di frequente, mantenere la distanza di sicurezza anche se si è all’aperto e con la mascherina, evitare contatti non necessari e pensare anche a eliminare le possibili tracce di virus dal nostro smartphone e da tutte le superfici. 


Lo smartphone può essere disinfettati con salviette igienizzanti o anche con sterilizzatori pensati proprio per questo scopo.


 


Gli sterilizzatori per smartphone agiscono attraverso raggi ultravioletti di tipo UV-C. Questa categoria di raggi ultravioletti ha la capacità di rendere inattivi microrganismi come virus e  batteri.


Come dimostrato da diversi studi sono efficaci per rendere sicure le superfici. Tra questi studi quello sperimentale multidisciplinare realizzato da un gruppo di ricerca composto da studiosi dell’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Università statale di Milano, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano (INT) e dell’IRCCS Fondazione Don Gnocchi.

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